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Sfatiamo un pregiudizio sulla psicoterapia!

"Più in alto della realtà si trova la possibilità" Heidegger

Sfatiamo un pregiudizio sulla psicoterapia!

Mi sono recentemente imbattuta in una diatriba con un medico. Il medico sosteneva che solo i pazzi vanno in psicoterapia, peraltro denominata da lui impropriamente “analisi” (ricordo che l’analisi è solo un tipo specifico di psicoterapia!). Questa affermazione mi ha preoccupata molto perchè mi ha fatto riflettere. Se un medico la pensa così, cosa penseranno le altre persone?

La psicoterapia ha un efficacia scientificamente dimostata. Levy e colleghi (2014), nella loro metanalisi, raccolgono le ultime ricerche riguardo all’efficacia dei vari tipi di psicoterapia. Dimostrano che c’è una chiara evidenza del fatto che la psicoterapia sia utile per far fronte a vare psicopatologie ma anche al fine di affrontare meglio varie situazioni esistenziali.

Quindi la risposta è NO: non bisogna essere pazzi per andare in psicoterapia!

Quando chiedere aiuto?

Una persona può cercare l’aiuto di un professionista per una sintomatologia fastidiosa di vario genere che può essere dovuta a:

  • fastidi somatici (mal di testa, mal di stomaco, tachicardia, anedonia, apatia e stanchezza, disturbi sessuali);
  • ansia di tipo cognitivo (pensieri fastidiosi e intrusivi);
  • problemi con l’alimentazione (abbuffate, digiuno, obesità);
  • abuso di sostanze o dipendenza (alcol, tabacco, marijuana o altre sostanze).

Altre persone possono chiedere aiuto per affrontare difficoltà di tipo esistenziale, per esempio:

  • Superare un lutto importante.
  • Uscire da una relazione affettiva compicata.
  • Riprogettarsi dopo la fine di una relazione affettiva.
  • Affrontare difficoltà lavorative.
  • Gestire difficoltà sociali o nelle relazioni interpersonali.
  • Fatica a contenere o modulare le proprie emozioni.
  • Gestire gravidanze complicate o una diagnosi d’infertilità.
  • Far fronte alle conseguenze emotive dopo l’insorgenza di una malattia organica degenerativa o un tumore.
  • Trovare il coraggio di fare coming-out in varie aree sociali e riconoscere la propria omosessualità.

A cosa serve la psicoterapia?

Partendo dal presupposto che ogni percorso di vita è unico e irripetibile, la psicoterapia ha l’obiettivo di modificare il senso di un’esistenza o di parti di essa per arrivare a una trasformazione dei modi di essere-nel-mondo e con-gli altri della persona. Questo processo fa in modo che il/la paziente cominci a sentire la possibilità di progettarsi verso differenti e nuovi orizzonti d’attesa (progetti), in accordo con la storia di sé. Soltanto durante il percorso terapeutico gli orizzonti d’attesa maggiormente identitari iniziano ad essere percorsi e l’intera storia di vita di sé diventa sempre più coerente con i nuovi progetti esistenziali. Attraverso la rifigurazione la paziente avverte la possibilità di “esistere altrimenti”. Questo condurrà il/la paziente ad una trasformazione di sé attraverso un riposizionamento secondo modi di essere maggiormente identitari (Liccione, 2016). Di conseguenza i sintomi presto spariranno.

 

BIBLIOGRAFIA

  • Levy, K. N., Ehrenthal, J. C., Yeomans, F. E., & Caligor, E. (2014). The Efficacy of Psychotherapy: Focus on Psychodynamic Psychotherapy as an Example. Psychodynamic Psychiatry, 42 (3), pp. 377-421. https://doi.org/10.1521/pdps.2014.42.3.377
  • Liccione, D., & Liccione D. (A cura di). (2016). Il primo colloquio in psicoterapia. Padova: libreriauniversitaria.it.

 

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