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Come muovere una critica e gestire una richiesta

"Più in alto della realtà si trova la possibilità" Heidegger

Come muovere una critica e gestire una richiesta

Come muovere una critica ad un altro

Nell’articolo precedente abbiamo visto come si può rispondere in modo efficace ad una critica. In questo breve articolo vi darò alcuni suggerimenti riguardo a come si può muovere una critica ad un’altra persona in modo efficace e non intrusivo.

Tanto per cominciare è bene che una critica abbia le seguenti caratteristiche:

  • Specifica.
  • Immediata.
  • Rivolta solo ai comportamenti che si possono cambiare.

Il tono di voce dovrebbe essere coerente alla situazione emotiva e il linguaggio del corpo dovrebbe apparire rilassato e propositivo.

Può essere utile usare affermazioni empatiche come le seguenti:

“Potrebbe essere difficile per te immaginare che …”; “Magari non ti rendi conto che …”; “So che per te potrebbe essere difficile accettare che …”.

Può essere efficace utilizzare la formula seguente:

“Quando hai fatto X, mi sono sentito Y. La prossima volta fai Z”. Per esempio:

“Ieri quando mi hai rimproverata alzando la voce mi sono sentita impaurita, molto triste e in colpa. La prossima volta cerca di parlarmi con un tono più tranquillo”.

È utile terminare con:

“Grazie di avermi ascoltato” e/o “Sono certo che ora che ti ho parlato cercherai di non farlo più”.

 

Come gestire una richiesta?

Nel caso in cui si vuole dire di no ad una richiesta di un’altra persona, ci sono delle tecniche comunicative efficaci per farlo. Vediamole.

ANNEBBIAMENTO

Quando si viene messi sotto pressione per fare qualcosa che non ci interessa o che non possiamo fare, si può usare la tecnica dell’annebbiamento. Eccone alcuni esempi:

Ad una frase come: “Lo voglio ora”, si può rispondere: “Posso capire che tu lo desideri, ma la mia priorità adesso è …”.

Alla frase: “Mi devi aiutare”, si può dire: “Forse dovrei, ma al momento ho altre cose da fare”.

IL DISCO ROTTO

All’annebbiamento possiamo abbinare il disco rotto: la ripetizione calma e sistematica di ciò che vogliamo dire, con un’affermazione semplice e diretta, fino a che l’interlocutore non rinuncia a spingerci a fare quello che vuole lui.

USARE LA FORMULA

La formula seguente:

  • Affermazione (“Sì”)
  • Attenuazione (“La capisco”)
  • Chiarire le intenzioni (“Mi lasci spiegare le mie ragioni”)
  • Dichiarare le ragioni
  • Discordare (“Quindi non posso accontentarla”)
  • Offrire un compromesso (“Però…”) – Opzionale.

Quindi la frase completa sarebbe: “Sì, la capisco. Mi lasci spiegare le mie ragioni:….Quindi non posso accontentarla, però…”.

Ecco un esempio:

Il datore di lavoro vi chiede di fermarvi due ore in più la sera. Voi potreste rispondergli/le: “Sì, capisco ne abbia bisogno. Mi lasci spiegare le mie ragioni: ho promesso una cena a mia moglie e ai miei figli e abbiamo prenotato da quindici giorni. Quindi non posso accontentarla oggi, però potrei fermarmi a lavoro domani sera”.

DIRE “NO”

A volte è necessario e sufficiente dire “No” senza esitazioni. L’importante è spiegare sempre le proprie ragioni e motivare tale risposta.

DIRE “GRAZIE”

Quando diciamo “grazie” al posto di “per favore”, si assume che ciò che si è chiesto sarà fatto, o ci verrà dato, senza dubbio. Questo non va bene perchè può risultare manipolativo. Tale parola, usata con un appropriato linguaggio del corpo può essere davvero molto efficace.

Per esempio dire:

“Vorrei essere lasciato tranquillo ora. Grazie”; “Vorrei davvero che mi aiutassi se puoi. Grazie”; “Vorrei che facessi più attenzione. Grazie”.

 

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