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Le disfunzioni sessuali

"Più in alto della realtà si trova la possibilità" Heidegger

Il ciclo di risposta sessuale

Le disfunzioni sessuali, pur nelle loro diverse caratteristiche cliniche, sono caratterizzate da un’anomalia nel processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale.

Il ciclo di risposta sessuale può essere suddiviso nelle seguenti fasi:

  • Fase 0 (Desiderio): potremmo definire questo come uno stato di tensione emotiva che porta a cercare di raggiungere l’oggetto del proprio interesse.
  • Fase 1 (Eccitazione): estremamente variabile in ogni soggetto e consiste in una serie di modificazioni fisiologiche, sensoriali (che possono coinvolgere tutti e cinque i sensi) e psichiche (come l’immaginazione).
  • Fase 2 (Plateau): in questa fase assistiamo a un aumento progressivo dell’eccitazione e delle relative modificazioni fisiologiche, ha una durata estremamente variabile da persona a persona a seconda delle stimolazioni e delle preferenze di ognuno.
  • Fase 3 (Orgasmica): sensazioni molto intense e piacevoli.
  • Fase 4 (Risoluzione): in quest’ultima fase il corpo dell’uomo ritorna a uno stato rilassato con conseguenti modificazioni fisiologiche; il sangue che riempiva gli organi genitali drena rapidamente, anche il respiro, il battito cardiaco e la pressione sanguigna ritornano ai livelli normali. Durante questa fase gli uomini attraversano un momento fisiologicamente refrattario che varia da persona a persona prima di poter riprendere il ciclo di risposta sessuale.

Il disturbo sessuale può essere:

  • Permanente: un problema sessuale presentato sin dalle prime esperienze sessuali.
  • Acquisito: l’esordio avviene dopo un primo periodo di prestazioni sessuali normali.
  • Generalizzato: problematiche sessuali non associate ad una gamma specifica di contesti.
  • Situazionale: difficoltà sessuali presenti solo in determinate tipi di situazioni.

Nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali) si trovano i seguenti disturbi:

Disfunzioni sessuali nell’uomo:

Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo

Vi è un persistente o una ricorrente carenza (o assenza) del desiderio sessuale, dei pensieri e delle fantasie sessuali/erotiche.

Disturbo da eiaculazione ritardata

Si verifica ripetutamente un marcato ritardo, una marcata infrequenza o un’assenza dell’eiaculazione.

Disturbo erettile

Si presenta in modo ricorrente una marcata difficoltà nell’ottenere l’erezione durante i rapporti sessuali e/o marcata difficoltà nel mantenere l’erezione durante il rapporto e/o marcata riduzione della rigidità dell’erezione.

Disturbo dell’eiaculazione precoce

L’eiaculazione durante il rapporto si verifica frequentemente entro un minuto dal momento della penetrazione e prima che il soggetto lo desideri.

Disfunzioni sessuali nella donna:

Disturbo dell’interesse e dell’eccitazione

Si verifica una mancanza una o riduzione significativa dell’interesse e dell’eccitazione sessuale come manifestato dalla presenza di almeno tre sintomi (i sintomi riguardano per esempio l’assenza/riduzione dell’interesse nei confronti dell’attività sessuale, dei pensieri e delle fantasie erotiche, del piacere, dell’eccitazione nei confronti di stimoli di varia natura e delle sensazioni, genitali e non, durante i rapporti).

Disturbo da dolore/penetrazione genito-pelvico

Si verifica una persistente o ricorrente difficoltà rispetto a uno o più dei seguenti: penetrazione vaginale durante i rapporti; dolore genito-pelvico; marcata paura o ansia rispetto al dolore in previsione del rapporto o come risultato della penetrazione; marcata tensione dei muscoli pelvici durante i tentativi di penetrazione.

Disturbo dell’orgasmo femminile

Marcato ritardo, marcata rarità o assenza dell’orgasmo. L’intensità dell’orgasmo è significativamente ridotta.

 

Parafilie

Si parla di parafilia quando alcune fantasie o comportamenti sono indispensabili alla persona per provare piacere. Ecco un elenco dei diversi tipi di parafilie con una breve descrizione:

Esibizionismo: caratterizzato da fantasie o comportamenti ricorrenti che risultano eccitanti per la persona o e che prevedono l’esposizione dei propri genitali ad un estraneo che non se lo aspetta.

Feticismo: uso di oggetti inanimati (il “feticcio”) per procurarsi eccitazione sessuale.

Frotterismo: ricerca del contatto fisico o dello strofinio con una persona non consenziente.

Pedofilia: Attività sessuale con bambini prepuberi o utilizzo di immagini che li ritraggano per ottenere eccitazione.

Masochismo: le fantasie e gli impulsi sessuali sono rivolti all’atto reale di essere umiliato, percosso o legato.

Sadismo sessuale: fantasie e impulsi sessuali si organizzano intorno ad azioni che comportano la sofferenza psicologica o fisica di un’altra persona. La sofferenza dell’altro è sessualmente eccitante per l’individuo.

Travestitismo: questa parafilia comporta l’indossare l’abbigliamento del sesso opposto.

Voyeurismo: comporta l’osservazione di soggetti nudi o impegnati in attività sessuale che avviene a loro insaputa.

Disforia di genere

La persona che soffre del Disturbo dell’Identità di Genere, secondo il DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), prova una notevole sofferenza causata dalla discordanza percepita tra il sesso biologico assegnato alla nascita e l’identità di genere. La persona si sente imprigionata in un corpo che sente a estraneo a sè e che rifiuta. L’individuo può decidere di intraprendere un percorso di transizione di genere: trattamenti ormonali e chirurgici per conformare il corpo, e le sue caratteristiche sessuali primarie e secondarie, alla propria identità di genere, acquisendo così i tratti distintivi, nonché l’identità sociale e sessuale, del genere a cui sente di appartenere. Visita l’approfondimento dedicato al tema della disforia di genere.

 

Obiettivi della psicoterapia

L’obiettivo primario è quello di rispondere alla domanda del paziente e spesso coincide con la necessità di ridurre uno o più sintomi di vario genere. Per questo, alla fine dei primi colloqui, si procede insieme al paziente alla rifigurazione di sé. La rifigurazione ha l’obiettivo di modificare il senso di un’esistenza o di parti di essa per arrivare a una trasformazione dei modi di essere-nel-mondo e con-gli altri della persona. Presto la sintomatologia acquisisce un significato e comincia a regredire. Inoltre, questo processo fa in modo che il/la paziente cominci a sentire la possibilità di progettarsi verso differenti e nuovi orizzonti d’attesa (progetti), in accordo con la storia di sé. Soltanto durante il percorso terapeutico gli orizzonti d’attesa maggiormente identitari iniziano ad essere percorsi e l’intera storia di vita di sé diventa sempre più coerente con i nuovi progetti esistenziali. Attraverso la rifigurazione il/la paziente avverte la possibilità di “esistere altrimenti”. Questo conduce il/la paziente ad una trasformazione di sé attraverso un riposizionamento secondo modi di essere maggiormente identitari (Liccione, 2016).
Per prenotare un primo colloquio contattare la dott.ssa Valeria Bleggi al numero 3494531618 oppure visitare la pagina Contatti.

 

Bibliografia

American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC (trad. it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione, Raffaello Cortina, Milano, 2014).

 

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